Lucca sta conoscendo una nuova epoca: con i piedi ben piantati nel passato e nelle sue tradizioni, questa città e in essa i suoi cittadini, ha il coraggio di guardare al futuro, attraverso il recupero e la valorizzazione delle sue bellezze urbanistiche, architettoniche e storico-ambientali.
Un progetto ambizioso, quello che si vuole realizzare, capace di riallacciarsi al circolo virtuoso dello splendido e continuo sviluppo nei secoli della nostra città, dell’immagine simbolo di una nobile civiltà, costruita sul diffuso e radicato sentimento di libertà, sul tradizionale talento dei governanti, e segnatamente sui sacrifici e sul lavoro del suo popolo.
Gli spazi, le vie, le piazze, le case, i palazzi, le chiese, le Mura hanno continuato a raccontare, nei secoli, una storia mirabile. L’impegno del governo della città, in questi ultimi anni, dà la misura della risorta volontà di “sprigionare” quella grandezza che Lucca ha gelosamente
conservato: l’ottimo recupero del complesso di San Micheletto, la realizzazione del Museo dell’Opera del Duomo, la creazione del centro culturale Agorà nell’ex Convento dei Servi, la liberazione dalla sosta e dal traffico delle piazze Napoleone, del Giglio, l’Opera del Palazzo Ducale, il recupero, il restauro, la rifunzionalizzazione di importanti complessi come il San Romano, il San Girolamo e il San Ponziano.
Da molto tempo Lucca non vedeva un impegno così vasto ed articolato di interventi altamente significativi, come quello in atto in questi tempi. Tutto ciò si collega con il panorama di previsioni di intervento del PIUSS, attualmente allo studio, che comprende l’ex Manifattura Tabacchi, il consolidamento dei complessi di San Romano e della Caserma Lorenzini, tutta l’area e alcuni dei più importanti immobili storici di Piazzale Verdi, le antiche porte e la Cavallerizza, parte dell’ ex – ospedale Galli Tassi e che coinvolge direttamente la valorizzazione del monumento più eminente della città: le Mura urbane.
La volontà dell’amministrazione è quella di passare da un “immobilismo conservativo” a un attivo “recupero e valorizzazione” di quasi un terzo del centro storico.
Il panorama delle opere che sono in previsione costituisce un “gran progetto”, e dei suoi splendidi precedenti si deve riuscire ad esprimere e ottenere il medesimo equilibrio armonico del tessuto urbano, a riproporne il privilegio della comunità che lo abita e lo frequenta e ad esaltare l’ “intelligenza della città”, cioè tutte quelle risorse di civiltà che i secoli hanno accumulato in questo luogo e che debbono essere rimesse in circolo; risorse spesso concrete come edifici, palazzi, chiese, ma di sovente immateriali o di percezione altamente emotiva, come suggestioni ambientali, visuali, prospettive, scorci, connotati sociali, verde, tradizioni e costumi di popolo, referenze letterarie, artistiche e musicali e tutto quanto collabora a far di questa città un patrimonio “unico” al mondo.
La strada da tracciare attraverso il Progetto PIUSS, per innescare un processo moderno di rigenerazione d’una città tanto antica e preziosa, deve manifestare un marcato indirizzo di qualità degli interventi, rivolto all’attenzione per il suo patrimonio di beni e per la sua storia; e i modelli di sviluppo economico e sociale da proporre devono rendersi coerenti con quella continuità e armonia di forme, che appartengono ad una civiltà bimillenaria, che della città e della sua gente ha mantenuto alta riconoscibilità, dignità e rango.
Per questo abbiamo voluto che le trasformazioni urbane introdotte dagli interventi PIUSS fossero mantenute e guidate all’interno di un metodo di condivisione delle scelte, esteso a tutta la città, alle categorie, agli imprenditori, agli operatori e a quanti sia riconosciuto il titolo ad esprimersi a ragione sul futuro della città, nella convinzione che il futuro di Lucca coinvolge ed interessa tutti i suoi cittadini.
Il Sindaco,
Mauro Favilla
